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IL MARE COME VIA

Manifesto Sea Yoga Revolution

1. L’OCEANO – La Realtà Una
(Vedānta – Orizzonte ultimo)

L’Oceano è la totalità. Non è una corrente né un’onda: è ciò in cui tutto accade.
È l’Assoluto, è Brahman, è la coscienza che permea ogni cosa.

In questa visione non sei qualcosa che deve diventare altro: sei acqua che si è dimenticata di essere mare.

Nel metodo Sea Yoga Revolution il mare non è una meta, è ciò che già siamo.

2. LE CORRENTI PROFONDE – Le Vie della Conoscenza

(Sāṃkhya + Yoga classico)

Sotto la superficie scorrono correnti invisibili, ordinate e potenti. Sono il discernimento, l’osservazione e la chiarezza che permettono di distinguere ciò che cambia da ciò che osserva.

Il Sāṃkhya offre una mappa delle acque interiori: insegna a riconoscere il movimento senza confonderlo con l’essenza. Lo Yoga classico è l’arte di navigare queste correnti, stabilizzando la mente e affinando la presenza.

Nel metodo Sea Yoga Revolution questa è la radice della stabilità: il momento in cui l’allievo impara a stare.

3. LE MAREE – Il Respiro della Trasformazione

(Tantra – Ritmo cosmico)

Il mare respira. Le maree non sono caos, ma risposta a una forza più grande. Salita e discesa, pieno e vuoto, inspirazione ed espirazione seguono un ritmo naturale e intelligente.

Il Tantra insegna ad ascoltare questo ritmo, a fidarsi dell’alternanza e a riconoscere il corpo come strumento sacro di trasformazione.

Nel metodo Sea Yoga Revolution questo si manifesta nel pranayama, nella ritualità, nella ciclicità e nell’ascolto profondo del respiro in dialogo con il mare e con la luna.

4. LE ONDE – La Via della Śakti

(Śākta – Potenza vitale)

Le onde sono energia che prende forma. Sono movimento, vibrazione, forza creativa che si solleva e si esprime.

Śakti è la vita che pulsa nel corpo, la potenza che attraversa il bacino, la colonna, la voce. È l’energia che, come Kundalinī, si risveglia e risale come un’onda.

Nel metodo Sea Yoga Revolution questo si incarna nel vinyasa fluido, nelle spirali, nel lavoro sul bacino, nel mantra e nella voce. L’onda non si controlla: si cavalca.

5. LE PROFONDITÀ OSCURE – La Via di Śiva

(Śaiva – Coscienza silenziosa)

Sotto il movimento delle onde esiste uno spazio immobile. Silenzio, vastità, presenza. Qui il mare è profondo, scuro, calmo.

Śiva è il testimone, l’abisso quieto, la coscienza che osserva senza essere toccata. In queste profondità il superfluo si dissolve e resta l’essenziale.

Nel metodo Sea Yoga Revolution questo spazio si apre nelle meditazioni profonde, nello Śavāsana come ritorno, nel lavoro con Kali come forza di dissoluzione e nel grembo fertile del buio.

6. LA SUPERFICIE DEL MARE – La Via della Bhakti

(Relazione, amore, affidamento)

La superficie del mare riflette il cielo, accoglie la luce del sole e il richiamo della luna. È il luogo dell’incontro e della relazione.

Qui nasce la Bhakti: il canto, la devozione, l’affidamento. Non solo comprendere il mare, ma riconoscerlo e amarlo.

Nel metodo Sea Yoga Revolution questo si esprime nel mantra, nel kirtan, nell’invocazione a Narayana e nell’apertura del cuore come gesto di fiducia e presenza.

Sea Yoga Revolution attraversa il mare della pratica unendo forma e origine.
Onda, marea e profondità sono espressioni della stessa energia.

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